Quali sono le migliori alternative ad Hololens?

Nel Gennaio del 2015, Microsoft annunciava al mondo Hololens. A oggi le Hololens presentano due grandi difetti che spingono a cercare delle alternative.

1) Non esiste una versione consumer in commercio. Esiste solo una developer edition (3000$) e una enterprise edition (5000$).  In oltre le Hololens non vengono distribuite in tutti i paesi, l’Italia è uno fra quelli non coperti.

2) Il field of view è troppo ridotto. Gli ologrammi vengono proiettati nello schermo che si ha davanti gli occhi, avente una grandezza pari a circa 15 pollici. Il problema è questa grandezza risulta essere troppo ridotta e chi indosserà le hololens sarà costretto a vedere spesso degli ologrammi tranciati a metà.

Chiunque debba mettere le mani su Hololens è quindi portato a trovare delle alternative.
Né esistono? E se sì, quali sono le migliori?  Scopriamolo subito!

1) Meta 2

Meta 2 è una delle principali alternative ad Hololens. Costano 949$ e hanno il doppio del campo di visione di Hololens. Anch’esse come il prodotto di Microsoft sono dotate di un buon design, sia dal punto di vista estetico che di usabilità.

Il problema è che le buone notizie si fermano qui.

Meta 2 infatti ancora non è in commercio, ma a differenza di Hololens non ha ancora iniziato a distribuire la versione per gli sviluppatori. Sul sito si legge che dovrebbero iniziare a distribuire i primi developer kit intorno al Q3 del 2017, peccato che stia quasi finendo.

Ha evidenti difficoltà di compatibilità, al punto che non funziona su Mac OS.

La cosa però più grave è che per funzionare, necessitano di essere collegate ad un computer.

2) Epson Moverio BT-300

Da fine 2016 Epson ha iniziato a rilasciare i suoi Moverio BT-300. Questi smart glass hanno avuto un buon successo tra i piloti di droni che li utilizzano per avere un controllo migliore sul proprio dispositivo volante.

Il prezzo è di 850€ e come detto poco fa, è già in commercio.
 
In oltre questi Moverio BT-300 sfruttano Android, cosa che permette una grande flessibilità nello sviluppo di soluzioni software per questo dispositivo.

Ovviamente anche qui ci sono dei grossi difetti che non lo rendono la soluzione ideale per sostituire Hololens.

In primo luogo il design ha delle importanti problematiche, sono brutti (ma poco importa) e sopratutto sono scomodi dato che non hanno la possibilità di essere regolati.

Hanno un campo di visione 1/3 più piccolo di quello di Hololens, che già era abbastanza piccolo.

Infine possono essere controllati solo con un touch pad collegato agli occhiali stessi, non avendo dei sensori che leggono le gesture.

Lettura consigliata: Ecco cos’è la Mixed Reality

3) Vuzix M300

Uno delle vere alternative ad Hololens è rappresentata dai Vuzix M300. In commercio da poco più di un mese, questi smart glasses hanno tutta una serie di caratteristiche che gli permettono di eccellere nella propria categoria di wearable per enterprise.

Questi sono dei dispositivi che puntano ad essere usati in ambienti industriali, per questo motivo sono resistenti all’acqua e alla polvere, in più possono sopportare cadute da altezze considerevoli, rientrando a pieno titolo fra i dispostivi ragged.

Sono dotati di molti sensori che permettono di leggere il movimento delle mani e dando quindi la possibilità di usare le gesture per controllare il software che, ancora una volta, è basato su Android.

Tra GPS integrato, capacità di registrare video sino a 1080p e batterie che durano poco ma che possono essere facilmente sostituite, questi Vuzix M300 sembrano essere esenti da grandi difetti. 

Ovviamente così non è, infatti il field of view ridotto (si è un cruccio che colpisce tutti i dispositivi) e un prezzo unitario abbastanza alto, 1700€, rendono questo dispositivo eccellente ma non perfetto.

La triste verità è una

La triste verità è una, che questi dispostivi che mirano ad operare nel campo della realtà mixata e della realtà aumentata sono ancora immaturi e carichi di problemi che non garantiscono un esperienza di utilizzo perfetta.

La strada però è quella giusta e, incrociando le dita, ci toccherà aspettare ancora pochi anni prima di vedere un dispositivo che ci permetterà di usufruire delle potenzialità della realtà mixata.