Scopri il rapporto tra realtà virtuale e sanità

Sin dalle sue prime apparizioni, la VR ha dimostrato del potenziale in settori molto distanti da quello dell’enterteinment. Uno di questi è senza dubbio il settore della sanità.

Ad oggi ci sono tantissime Startup che stanno investendo nella sanità attraverso la realtà virtuale

Bravemind, Virtually Better, Immersive Touch sono alcune delle startup che nell’ultimo periodo hanno destato scalpore per il modo innovativo e rivoluzionario con cui trattano temi legati all’health care.

 

Andando però più nel dettaglio, quali sono i 5 modi in cui la realtà virtuale sta cambiando la sanità?

1) Training per medici e infermieri

Un campo in cui la realtà virtuale ha sempre portato risultati è quello dell’educazione e più in particolare del training. Grazie alla VR si possono facilitare l’apprendimento di tutta una serie di nozioni che viceversa avrebbero richiesto molte più ore passate sui libri. Un esempio più concreto è fornito da visibile body, un’azienda che ha creato varie applicazioni per apprendere con più facilità concetti legati al mondo dell’anatomia e della fisiologia.

Ovviamente l’utilizzo della virtual reality può essere declinato anche in altre forme.Uno studio condotto dalla UCL Medical School, di Londra, ha mostrato come l’utilizzo di queste tecnologie impatti anche nelle parti più pratiche del contesto sanitario. Le sessioni di pratica per gli aspiranti medici sono infatti molto costose sia dal punto di vista finanziario sia dal punto di vista del tempo impiegato.

Com’è facile intuire però l’utilizzo della realtà virtuale nell’addestramento di medici e infermieri non può però completamente sostituire i metodi più tradizionali. Ciò nonostante i vantaggi rispetto a guardare un semplice video sono sotto gli occhi di tutti.

2) Paure e fobie

Esistono più di 20 anni di studi su come forme come la virtual reality possano essere usate in contesti clinici per agire su paure e fobie. Uno studio recente ha anche mostrato i progressi fatti in questo campo. In particolare la realtà virtuale ha portato notevoli miglioramenti in quella che viene chiamata “graded-exposure therapy”.

Alcuni esempi di successo sono dati da startup come Psiosus, una società per metà spagnola e per metà statunitense, che ha sviluppato un trattamento unico per fobie come la paura di volare, l’agorafobia, la paura di parlare in pubblico e altre forme più generali d’ansia. Il paziente si trova ad affrontare gradualmente le sue fobie sotto la costante supervisione di uno psicologo. I risultati ottenuti fino ad oggi sembrano essere abbastanza soddisfacenti.

 

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3) Gestione del dolore

Anche in questo caso esistono degli studi secondo cui la VR può portare dei benefici. Esistono infatti dei casi in cui i pazienti hanno mostrato maggiore capacità di sopportare il dolore quando immersi nella realtà virtuale. Questo è dovuto al fatto che alcune parti del nostro cervello sono meno attive quando siamo con un caschetto in testa, il perché sarebbe difficile da spiegare in un articolo più “leggero” come questo, ma le ricerche ci vengono sempre in nostro aiuto.

Un altro ambito in cui la VR e gestione del dolore sembrano coniugarsi bene è quello relativo alle persone che hanno subito amputazioni. Le persone che hanno subito queste gravi menomazioni soffrono di tutta una serie di disturbi difficili da gestire con i metodi tradizionali. Esiste però una terapia, chiamata “virtual mirror therapy”, in cui il paziente attraverso la realtà virtuale controlla l’arto di cui ha subito la perdita, andando a lenire tutte quelle spiacevoli sensazioni che si provano normalmente in quei casi.

4) Riabilitazione cognitiva

Fare la spesa e prendere mezzi pubblici sono attività che vengono svolte da milioni di persone. Sono tutte operazioni che ognuno di noi compie con frequenza e senza pensarci troppo. Esistono però una serie di persone, come i pazienti che hanno subito un trauma o coloro che sono state vittime di ictus, che trovano delle grosse difficoltà nello svolgere tutte queste attività.

Qui entra in gioco la realtà virtuale. Immergere i pazienti in ambienti controllati e in cui sono liberi di svolgere le suddette attività ha mostrato come velocizzi il processo di riabilitazione.

I dottori possono anche far svolgere mansioni via via più complesse per individuare quali sono le aree dove i pazienti hanno più difficoltà.

5) Fisioterapia

Ciò che la VR può offrire viene ampliato di gran lunga quando si riesce a tracciare parti del corpo, questo permette di riprodurre i movimenti che un arto compie nella realtà all’interno del mondo virtuale (e qui noi di OverWorld ne sappiamo qualcosa).

Le implicazioni nella fisioterapia sono quindi facilmente immaginabili. Compiere dei “giochi” che stimolano la riabilitazione fisica delle persone risulta essere più divertente in un contesto come quello virtuale dove non si è limitati dalle palestre o dagli ambulatori in cui solitamente vengono svolte queste attività.

Anche qui, grazie alla realtà virtuale, i fisioterapisti hanno la possibilità di usare dei “trucchetti” da far sperimentare al paziente immerso nell’esperienza virtuale che gli consentirà di riacquisire le proprie facoltà fisiche e motorie in un tempo più breve e con meno sforzi.

 

Molti di questi usi della VR nella sanità sono ancorai in fase sperimentale, ma i progressi che si stanno compiendo su molti campi sono molto incoraggianti e non fanno che invogliarci a muoverci in questa direzione in cui il campo della realtà virtuale andrà sempre più a braccetto con quello della sanità.